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La provincia di Caltanissetta è situata nella parte meridionale della Sicilia. Bagnata dal Canale di Sicilia, offre una grande varietà di panorami e di ambienti.La provincia regionale di Caltanissetta (pruvincia di Nissa in siciliano) è una provincia della Sicilia centrale] ed una superficie di 2.124 km².La provincia di Caltanissetta confina a nord con la provincia di Palermo, a est con la provincia di Enna, la provincia di Catania e la provincia di Ragusa, e ad ovest con la provincia di Agrigento.La provincia comprende ventidue comuni estesi su di una superfice di circa 2.128,20 kmq.La citta' di Caltanissetta attrae grazie alle manifestazioni religiose che si svolgono durante la Settimana Santa che iniziano gia' dal Mercoledi' Santo con delle processioni. La processione cittadina probabilmente piu' nota e' quella che e' effettuata il Giovedi' Santo e che prevede la partecipazione di quindici gruppi lignei raffiguranti i Misteri. La citta' offre la possibilita' di ammirare degli splendidi panorami ed e' ricordata anche per la cucina rappresentata degnamente da una fiorente produzione di torroni.La storia della provincia di Caltanissetta si presenta simile a quella di altre regioni contigue; l'insediamento umano più testimoniato sembra quello sicano con una persistenza nel tempo maggiore nelle aree interne che nelle zone costiere dove appare già nel VII secolo a.C. ben chiaro l'elemento greco. I Siculi sembrano aver colonizzato principalmente le zone costiere spingendosi verso l'interno sotto la pressione dei greci. La provincia di Caltanissetta divenne tale infatti non appena venne istituita la divisione provinciale nella regione. Infatti insieme a quelle di Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento venne istituita dai Borboni nel 1818 la provincia di Caltanissetta, che allora comprendeva il 40%dell'attuale provincia di Enna comprendendo il capoluogo (l'allora Castrogiovanni) e il 10% dell'attuale provincia di Ragusa; fino ad allora il territorio regionale infatti era suddiviso fra i tre valli, il Vallo di Mazara, il Val Demone e il Val di Noto, le tre macro aree, il cui confine era definito in senso nord-sud dalla linea dei due fiumi, Imera Settentrionale e Imera Meridionale. Nel periodo borbonico la storia della provincia è strettamente legata a quello dello sfruttamento dei giacimenti di zolfo quasi tutti in mano ad alcune famiglie nobili e funestata da immani tragedie per incendi e crolli in miniera le cui vittime sono sempre e soltanto gli sconosciuti e sfruttati minatori locali. Anche grazie alle miniere la provincia viene interessata dalle costruzioni ferroviarie della società ferroviaria settentrionale Vittorio Emanuele prima ancora che in altre zone con le direttrici, Catania-Caltanissetta e Canicattì-Licata completate tra il 1876 e il 1878, verso i due porti estremi di Catania e di Licata.Un rinnovato movimento culturale è oggi in atto nel capoluogo con la ristrutturazione e riapertura della Biblioteca Comunale Scarabelli. I teatri e i cinema della città contribuiscono allo sviluppo del movimento culturale (Teatro Comunale Regina Margherita, Teatro Beauffremont).La provincia annovera letterati come Leonardo Sciascia, nativo di Racalmuto nell'agrigentino e che visse e operò a Caltanissetta per tanti anni dall'età di 8 anni, ma anche figure del passato come Ruggero Settimo e Rosso di San Secondo.È presente un parco letterario Regalpetra dedicato Sciascia.
Zone archeologiche Resti di Sabucina Gela: è il centro archeologico più importante della provincia e uno dei maggiori dell'intera Sicilia. Nel suo territorio si trovano tre grandi aree archeologiche (Acropoli, Capo Soprano e Terme ellenistiche, Emporio Greco) e una miriade di siti non attrezzati ma di grande interesse storico-archeologico (ad esempio Manfria, Bitalemi, Stazione vecchia, piazza Calvario, Grotticelle, Piano Notaro, etc...). San Cataldo: a pochi km, Vassallaggi, i resti di una città antica di età protostorica, del VII secolo a.C., ellenizzata dal VI secolo a.C. Notevole la necropoli con centinaia di tombe dal ricco corredo. I reperti sono nel Museo Archeologico Regionale Gela.Milena: sul Monte Campanella, a sud-ovest dell'abitato, tombe a tholos tra XII e X secolo a.C. Sulla collina di Serra del Palco, tracce di insediamenti umani del Neolitico. Caltanissetta: il Sito Archeologico di Sabucina e di Gibil Cabib. Castelli Il castello di Mazzarino Castello di Pietrarossa Caltanissetta Castello di Falconara: Sulla costa di Butera. Risale al 1362; In seguitoampliato con torri e merlature fino a divenire una dimora ricca e confortevole. Mussomeli: fatto costruire da Manfredi III dei Chiaramonte nel 1370, vero e proprio capolavoro, inespugnabile, di architettura militare a 2 km dall'abitato odierno di Mussomeli.Castelluccio di Gela:di origine sveva, costruito a scopo difensivo venne gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati nello sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943. U cannuni, Castello di Mazzarino. Non si conosce la data di costruzione ma è già documentato come esistente nel 1285 Castello di Delia. La data di costruzione è incerta, comunque anteriore al periodo aragonese.Castello di Grassuliato, in località Castellazzo tra Mazzarino e San Michele di Ganzaria; di origine bizantina, faceva parte del sistema di difesa della costa sud. Oggi in rovina. |