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Case Vacanze e B&B  a  Siracusa:

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La provincia di Siracusa è situata nella parte sud orientale della Sicilia. Bagnata dallo Ionio, offre una grande varietà di panorami e di ambienti.La provincia regionale di Siracusa (pruvincia di Sarausa in siciliano) occupa una superficie di 2.109 km quadrati con una densità abitativa di 188,8 abitanti per km. quadrato e confina a nord e nord-ovest con la Provincia di Catania, ad ovest con la Provincia di Ragusa, mentre ad est ed a sud è bagnata rispettivamente dai mari Ionio e Mediterraneo.La Provincia di Siracusa rappresenta un punto di riferimento commerciale grazie al porto di Augusta, nonché un notevole polo d'attrazione turistico ed archeologico. Il capoluogo è inoltre un importante snodo stradale e ferroviario della Sicilia. Infine, in essa è presente il più alto numero di riserve naturali della regioneSeppur la fondazione di Siracusa viene storicamente fissata nell'VIII secolo a.C. ad opera di un gruppo di Corinzi guidati da Archia, che si insediarono nell'isola di Ortigia, nel 734 o nel 733 a.C., la zona corrispondente all'odierna provincia aretusea, era già abitata dalla popolazione autoctona dei siculi fin dal IV millennio a.C., la cui presenza è rinvenibile nei villaggi preistorici di Stentinello, Ognina, Plemmirio, Matrensa, Cozzo Pantano e Thapsos - che già da allora avevano allacciato rapporti commerciali con i Micenei - e nelle necropoli di Pantalica e Cava del Rivettazzo. La maggior parte degli insediamenti era situata su modeste pianure alluvionali, caratteristica che, unita alla possibilità di aggirare i Monti Iblei dal mare, favorì la rapida espansione militare e commerciale dei corinzi/siracusani verso l'entroterra (Ragusa, Palazzolo Acreide, Lentini) ed il conseguente dominio su un territorio compreso tra gli ostacoli naturali del fiume San Leonardo, a nord e del fiume Maroglio ad ovest. Ovviamente, non si era di fronte alla nascita di una struttura politico-organizzativa unitaria simile al concetto attuale di provincia, bensì di una grande polis (formata dalle colonie greche popolate dai siracusani) appoggiata su di un vasto territorio.Anche il periodo romano, si caratterizzava per la presenza di un'organizzazione territoriale basata sulla "rete di città" presenti tra la costa jonica e le valli della pianura alluvionale iblea, consolidando il predominio dei centri costieri (Siracusa e Megara Hyblaea, su tutti) nei confronti di quelli interni.Nel Medioevo, la situazione cominciò a mutare a causa di due importanti fattori. Da una parte, le ripetute distruzioni di Siracusa - che fin dall'assedio di Marcello avevano lasciato un mare insicuro tra Catania e Agrigento - le guerre e la paura delle invasioni causarono lo spostamento, da parte dei Normanni, dei centri abitati verso l'hinterland, in posizione difensiva, con il conseguente fenomeno dell'incastellamento; è così che sorgono città come Lentini e Buccheri, circondate da mura e protette da castelli. Dall'altra, il conseguente bisogno di razionalizzazione dell'assetto territoriale, a causa dei fenomeni anzidetti che avevano comportato una regressione dei traffici commerciali verso l'esterno e l'intensificarsi del commercio interno, attraverso la formazione di unità amministrative  paragonabili a forme embrionali di provincia, i cosiddetti Valli (dapprima  quattro: Val di Noto, Val Demone, Val di Mazara e Val d'Agrigento, e poi tre, con la soppessione di quest'ultimo) che dureranno fino al 1810.
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